47 testate giornalistiche online, senza contare gli articoli e poi i video virali con milioni di visualizzazioni su TikTok e Instagram, accompagnati da numerosi gruppi Facebook: in questi giorni Lecco è al centro dell’attenzione. A catalizzare tutte le conversazioni (online e off line) è stata la rovinosa caduta della ruota panoramica sul lungolago di sabato 21 giugno, quando un violento uragano si è scatenato sulla città abbattendo piante, facendo volare sedie e tavolini, ma – soprattutto – colpendo la ruota panoramica che è collassata a terra.
Non vogliamo concentrarci sulla tragedia sfiorata (per fortuna non vi sono state vittime), bensì sulla comunicazione che ha accompagnato il crollo. I click per la ricerca “ruota panoramica Lecco” sono infatti aumentati in modo esponenziale. Non proprio una bella pubblicità.
Se Lecco fosse un’azienda sarebbe un caso di crisis management. Come deve intervenire la comunicazione in queste situazioni? Quando ci si trova sotto i riflettori, è fondamentale ridurre al minimo i danni d’immagine, proteggere la reputazione, mantenere la fiducia e prepararsi al meglio per la ripartenza post-crisi.
La comunicazione in momenti di crisi non spegne l’incendio, ma ne evita la propagazione.
Se ben gestita, può trasformare un momento critico in un’opportunità di credibilità.
La sincerità gioca un ruolo cruciale: non si devono nascondere colpe né negare o minimizzare i fatti, ma fornire spiegazioni supportate da dati concreti. In questo caso si potrebbe partire illustrando – dati scientifici alla mano – l’improbabilità di un evento climatico simile, supportando il tutto con la documentazione pubblica, i permessi e i collaudi relativi alla messa in sicurezza dell’attrazione. Un simile approccio aiuterebbe il pubblico a comprendere l’accaduto, a sentirsi partecipe e a sviluppare un giudizio critico, senza sottovalutare o ignorare i fatti, aumentando anche il senso di responsabilità condivisa.
Il tono della comunicazione è altrettanto importante: deve essere empatico e lontano da burocratismi e tecnicismi, in grado di trasmettere umanità e responsabilità.
Infine, creare una comunicazione che stabilisca un punto fermo è fondamentale in una crisi, perché non solo diventa la voce ufficiale a cui riferirsi, ma contribuisce a ridurre panico e speculazioni, una sorta di “ancora” in un lago in tempesta: chiara, stabile e affidabile.
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A cura di: Martina Antonini, PR & Communication
