L’annuncio di Zuckenberg di mettere fine al sistema di fact-checking sulle sue piattaforme arriva in contemporanea alla pubblicazione del report annuale sui rischi globali del World Economic Forum, che mette al primo posto per grado di severità nel breve periodo proprio il rischio di disinformazione. E nel frattempo sui social – tra cui Instagram, di proprietà dello stesso Zuckenberg – stanno spopolando immagini e video degli incendi a Los Angeles con le fiamme che assalgono il cartello Hollywood e altri luoghi celebri della città… creati con l’intelligenza artificiale per spaventare il pubblico.
Le fake news sono l’inevitabile conseguenza della comunicazione di massa, la cui proliferazione è ulteriormente favorita dalla digitalizzazione della comunicazione e dal suo evolversi continuo con l’introduzione di nuove tecnologie. L’Intelligenza Artificiale ne è l’ennesima prova, e costituisce un rischio tangibile a causa dell’accuratezza sempre maggiore delle immagini e notizie prodotte, nelle quali incappiamo inevitabilmente come user sui social media.

Ma non si tratta solo di difficoltà nel distinguere la verità da una bufala: l’ecosistema di informazione digitale è anche caratterizzato da una quantità pressoché infinta di informazioni che chiunque può creare e diffondere. E si sa, più le notizie catturano l’attenzione e sorprendono, più circolano velocemente. Di fatto, il sistema di fact-checking implementato da Meta aveva lo scopo di verificare la veridicità delle pubblicazioni sulle piattaforme online, proprio per evitare che nella miriade di informazioni ivi contenute gli utenti fossero aiutati nel filtrarle, soprattutto considerando il metodo di comunicazione dei social media si basa su immagini e testi d’impatto a cui si dedicano pochi secondi di visualizzazione.

Tuttavia, la linea tra precauzione e censura in questo caso è molto sottile, ma altrettanto lo è la linea tra libertà e anarchia in un mondo della comunicazione così elaborato e complesso.
Inoltre, i rischi tecnologici possono avere conseguenze ad effetto domino, andando ad impattare gli aspetti sociali, economici, etici, sanitari ecc – motivo per cui la disinformazione è percepita come il rischio più grave che potremmo affrontare nei prossimi anni.

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A cura di: Martina Mauri, PR & Account