Nel 2025 anche il Papa deve preoccuparsi della reputation online.
Sembra uno scherzo, ma è pura realtà: oggi essere presenti sui social non è più un vezzo, è una necessità strategica. Lo sa bene il Vaticano, che con l’arrivo di Papa Leone XIV ha dovuto affrontare (di corsa) una nuova sfida: riaccendere i riflettori digitali del pontefice.
Ehi, qualcuno ha dimenticato i social del Papa?
Dopo l’elezione di Papa Leone XIV – al secolo Robert Francis Prevost – c’è stato un piccolo vuoto di comunicazione. Gli account ufficiali erano ancora in stand-by e il risultato?
Decine di profili fake hanno invaso il web, approfittando del silenzio social per guadagnare visibilità (e forse anche qualche like ingannevole).
Fortunatamente, la situazione si è sbloccata. Ora il nuovo pontefice ha preso in mano le chiavi dei profili @Pontifex, ad oggi tre post e 13 milioni di follower.
Instagram, X… e fake account a pioggia
Il cambiamento più visibile è su Instagram.
L’account di Papa Francesco, @Franciscus, resta online come una sorta di memoriale digitale, mentre il nuovo profilo ufficiale si chiamerà @Pontifex, con il nome “Pope Leo XIV” – in inglese, ovviamente.
Ma nel frattempo, mentre gli account veri si facevano attendere, la rete è stata invasa da cloni, fan page non ufficiali e profili fake.
Alcuni si limitano a condividere citazioni e immagini innocue. Altri, invece, fingono di essere ufficiali (bollini “Official” inclusi), generando confusione e rischi concreti, tra spam, truffe e disinformazione.
La regola è semplice: segui solo i profili verificati. Il resto… è silenzio (e rischio).
Ma chi scrive davvero i post del Papa?
No, non è Papa Leone XIV a scrivere ogni tweet o a scegliere la caption giusta su Instagram.
Dietro i profili ufficiali c’è una macchina ben oliata: il Dicastero per la Comunicazione del Vaticano. Un team di esperti che lavora come un’agenzia digitale a tutti gli effetti, tra copywriting, strategia, pubblicazione e moderazione.
Il loro compito? Far sì che la voce del pontefice resti coerente, credibile e umana.
Tra messaggi spirituali, temi globali e – perché no – momenti più leggeri (chi ricorda i post in romanesco di Papa Francesco?), il tono deve essere sempre in equilibrio tra autorità e vicinanza.
E poi c’è tutta la parte meno visibile, ma ancora più critica: cybersecurity, gestione dei dati, lotta alle fake news e protezione dell’identità digitale.
Essere presenti sui social non basta: serve farlo bene, in modo autentico e sicuro.
Il Vaticano lo sa, e con Papa Leone XIV la macchina comunicativa sta finalmente tornando a pieno regime. Ma il tempo perso si fa sentire, e la priorità ora è recuperare il controllo della narrazione digitale, evitando che siano i cloni a parlare al posto del pontefice.
Il Papa sin dagli inizi si sta rivelando una figura molto mediatica; semplice nel gesto ma non nei contenuti!
Anche il Suo recente incontro con Sinner ne è la riprova!
In un’epoca in cui anche il Papa deve affrontare le sfide della comunicazione 2.0, una cosa è certa:
“chi tweetta, prega due volte.” 😉
Crediti foto www.liberoquotidiano.it
__
A cura di: Martina Antonini, PR & Communication
