Con l’inizio dell’anno nuovo molti di voi avranno dato un’occhiata a cosa li aspetta per il 2026 nelle temute e amate parole delle previsioni dell’oroscopo di Paolo Fox. Ma, al di là di osservare l’allineamento di stelle e pianeti, noi di Aglaia guardiamo e studiamo movimenti che avvengono sulla Terra e vi presentiamo un altro “oroscopo”: quello del marketing e dei trend digitali per il 2026.

 

È impossibile non partire dall’intelligenza artificiale, una costante in continua evoluzione, sia sotto il punto di vista delle sue funzionalità, sia della sua integrazione nella vita quotidiana delle persone e nei processi di brand e aziende.

Quello che continueremo a vedere nel mondo del marketing sarà la GenAI, ovvero la sua implementazione per la creazione di contenuti testuali, visivi e creativi, ma anche per supportare decisioni strategiche, ottimizzare campagne e migliorare la comprensione dei target.

Per quanto riguarda la raccolta e l’analisi di dati, l’AI continua ad essere un vero e proprio supporto che aiuterà ad ottimizzare strategie e campagne marketing, con uno studio dei “target persona” più efficace e una conseguente personalizzazione della “user experience” sempre migliore.

 

Nel campo SEO, l’utilizzo dell’AI come motore di ricerca, che vede domande poste con un linguaggio naturale e non tramite parole chiave, renderà più difficile l’intercettazione dell’utente. L’AI tende a fornire risposte direttamente, spesso aggirando i siti web, che sono solo in seconda posizione rispetto alla conversazione che si apre sotto la barra di ricerca. Per questo sarà cruciale lavorare su contenuti più approfonditi, autorevoli e strutturati per essere “compresi” dalle AI. Se un modello di intelligenza artificiale non “vede” il brand, non lo consiglierà.

 

Parallelamente crescerà l’utilizzo di chatbot e assistenti virtuali, sempre più sofisticati, integrati in siti e piattaforme per migliorare il servizio e rispondere in modo efficace alle richieste dei consumatori. Su larga scala, emergeranno anche agenti AI per lo shopping: già oggi circa un quarto degli utenti AI utilizza assistenti che valutano prodotti e influenzano le scelte d’acquisto. I brand dovranno quindi imparare a comunicare non solo con le persone, ma anche con questi nuovi interlocutori, “consumatori non umani”.

 

Nel mondo dei social i format brevi proposti da Youtube, TikTok e Instagram resteranno le forme di intrattenimento preferite, oltre ad essersi rivelati nuovi canali di vendita, utilizzati come piattaforma di lancio per molti brand. Sarà quindi importante catturare l’attenzione con narrazioni creative, accattivanti, che raccontino una storia ma che siano interessanti sin da subito (l’attrattività di un video è cruciale nei primi secondi). L’introduzione di una “call to action” è altrettanto fondamentale per i brand, per aumentare sia visibilità che vendite.

In parallelo, vedremo una crescita dell’importanza delle micro-comunità, spazi più piccoli e autentici dove le persone cercano connessioni reali. Qui i brand vinceranno puntando su valore, rilevanza e coinvolgimento sincero, più che sulla semplice portata.

Tra i trend di consumo online continueranno a crescere fitness e benessere, insieme alla cosiddetta “treatonomics”, la cultura del piccolo piacere quotidiano. In un contesto di incertezza, le persone cercano infatti gratificazioni accessibili e momenti di gioia nella quotidianità.

 

Staremo a vedere se queste previsioni, come l’oroscopo, si avvereranno o se ci sarà l’entrata in gioco di altri fattori che cambierà il destino del marketing nel 2026.

 

 

A cura di M. Mauri – PR & Account